Repeal the 8th

Eccoci qui signore, manco da un po’ lo so, ma continuo con pesate, riunioni alla WW e vita varia. Sono in ritardo nell’aggiornrnarvi su varie cose che sto mettendo in moto nella mia vita e penso che presto faro’ anche questo, ma per ora vorrei scrivervi di quello che sta succedendo nella Repubblica d’Irlanda da qui a tre giorni e cioe’ il 25 Maggio, perche’ accadra’ qualcosa di davvero importante e storico per le Donne irlandesi.

Sono tre anni che vivo nella Repubblica d’Irlanda.

Molti dicono che non sei tu a scegliere l’Irlanda, ma che e’ l’Irlanda che sceglie te, e cosi’ e’ stato nel nostro caso, perche’ per mio marito la prima occasione concreta lavorativa gli e’ stata offerta qui, a Dublino.

Quando siamo arrivati tre anni fa, ad Aprile, ho subito notato la cordialita’ del popolo irlandese, il loro sconfinato amore per l’Italia e gli italiani, il respiro multiculturale che questa piccola capitale offre, ma soprattutto mi sono trovata nel bel mezzo di un referendum fondamentale per i diritti umani in questo paese, cioe’ quello riguardante i matrimoni gay.

L’aria che si respirava in quei giorni era frizzante, divertente, ci si sentiva (anche noi stranieri) parte di un cambiamento, come se stessimo partecipando ad una svolta fondamentale per il paese, che ricordiamolo e’ uno stato fortemente cattolico.

Tre anni fa il same-sex  marriage vinse per il 62% di voti a favore, una vittoria schiacciante e sentita anche nell’aria gia’ nei giorni che l’hanno preceduta!

Oggi, a distanza di tre anni gli irlandesi si trovano nuovamente a poter segnare una svolta storica per il loro paese e cioe’ quella che chiede di abrogare l’Ottavo emendamento costituzionale, “Repeal the 8th”, che di fatto ad oggi rende il praticare l’aborto un atto illegale.

L’abrogare questo emendamento costituzionale, significherebbero permettere la creazione di una legge che regolarizzi questa pratica sanitaria ( non parliamo quindi di approvarlo direttamente, ma di creare le basi costituzionali affinche’ si possa aprire un varco legale che tuteli la salute delle donne irlandesi).

Per chi sta vivendo questi mesi qui in Irlanda, penso sia palese il fatto che parlare di questo argomento sia come camminare sulle uova. Nessun mio amico irlandese ha mai parlato pubblicamente di questo argomento, cosa che invece era stata fatta riguardo le unioni tra gay, tre anni fa.

C’e’ molto imbarazzo nell’esprimere la propria opinione e, sinceramente visto la loro reticenza nel parlarne, c’e’ anche imbarazzo da parte mia nel chiedere cosa voteranno il 25 Maggio prossimo (purtroppo io non vivo da abbastanza tempo qui, per esprimere la mia opinione con il voto).

Quello che ho letto sui giornali locali e sui vari siti a favore o contro l’abrogazione dell’ 8th e’ molto discordante.

Il Si punta su una campagna di consapevolezza (che mi trova a favore) perche’ l’abroto e’ gia’ nella Repubblica Irlandese, ma lo e’ in maniera illegale.

Molte donne vanno nella vicina UK per abortire e quando ritornano in patria non hanno diritto ad assistenza sanitaria o psicologica perche’ avendo praticato un atto illegale per la costituzione irlandese, non possono dichiararlo una volta rientrate in patria.

Facilmente in Irlanda puo’ essere spedita da altri paesi europei la pillola del giorno dopo per abortire e questa viene assunta senza controllo medico, con i rischi che ne conseguono.

L’aborto e’ anche praticato illegalmente in strutture private, a costi altissimi e senza nessun tipo di controllo sanitario serio.

Una cosa che mi colpi’ qualche mese fa della campagna per il SI, fu un paragone fatto con l’Italia.

L’argomentazione per il repeal the 8th diceva: “Facciamo qualcosa di importante per il nostro paese e per la tutela della salute delle donne, ma facciamolo in maniera efficace e duratura, non come l’Italia dove l’aborto e’ legale, ma la percentuale di medici che fanno obbiezione di coscienza sono la maggioranza rispetto a quelli che lo praticano.”

Questo paragone in negativo con l’Italia, quando lo lessi, mi fece non poca rabbia, perche’ non hanno tutti i torti, anche in Italia su questo argomento c’e’ da lavorare ancora molto, ma almeno le basi costituzionali le abbiamo gia’e da decenni, nella Repubblica d’Irlanda oggi si lotta per questo.

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Per quanto riguarda il fronte del NO, invece si punta come si puo’ immaginare, ad una campagna che mira a smuovere  i sensi di colpa delle persone, a volte sfiorando anche la falsa informazione, puntano molto al lato patriottico degli irlandesi, intimandoli a non imitare la vicina UK dove l’aborto e’ legale e stanno praticando diversi atti vandalici ai danni dei sostenitori del SI, bruciando cartelloni pro Si, staccandoli da i muri, o in diversi casi ribaltando in terra i banchetti pro SI ai loro presidi informativi lungo le strade delle citta’.

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Ad oggi sinceramente non mi sono fatta un’idea di chi possa vincere tra il SI ed il NO, gli ultimi sondaggi di stamattina (22 Maggio) davano in leggero vantaggio il Si, ma sinceramente non ci farei affidamento, perche’ ripeto, rispetto alle unioni tra gay, in questo caso la gente ha molta piu’ remora ad esprimere la propria opinione pubblicamente.

Io spero che possano vincere le Donne ed i loro diritti, perche’ e’ questo che si chiede di scegliere il 25 Maggio, non di uccidere bambini innocenti non ancora nati, ma di garantire ad ogni Donna di poter scegliere di tutelare la propria salute fisica e psicologica.

Fingers crossed per le irlandesi, io sono con VOI.

 

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